8/01/2010

Fare luce

Questa foto è una mia realizzazione che sta concorrendo al Premio Terna.
Il titolo è un po' emblematico:-FARE LUCE- l'ho scelto apposta per cercare di far capire ,a quelli che la guarderanno,che l'opera si riferisce a quella mancanza,alle volte,di una visione più chiara di certe cose e di certi argomenti. Su alcuni argomenti sono molto scettico e certe cose le vorrei vedere sotto un altro aspetto e mi piacerebbe rispecchiassero veramente un senso di verità.
Portare un po di luce nel buio di un mondo poco simpatico.
Anche nella mia piccola lotta quotidiana per sostenere,fin dove posso, la libertà di informazione e la negazione di leggi-BAVAGLIO- portare la giusta luce è indispensabile per poter vedere meglio,e in maniera più chiara,quello che spesso viene taciuto o celato in maniera palese,contro un criterio di dignità e di coerenza che scompare davanti a propri interessi personali o per colpa di pressioni fatte da persone senza scrupoli.
Nel mio modo di esprimermi artisticamente cerco sempre la collimazione con ciò che penso e il modo nel quale vivo,anche a costo alle volte di non risultare molto simpatico,per non perdere quella coerenza con le mie idee che può sicuramente portarmi a distinguermi da altri. Anche perchè molti artisti di vario genere che ho incontrato e conosciuto alle volte perdono un po l'orientamento,e la bussola interna dei loro cervelli e rivolta verso il profitto e la fama indiscussa,come se il semplice fatto di potersi confrontare con il mondo per merito della loro forma espressiva non potesse più bastargli.
Fare luce anche su questo può,a mio avviso,portare ad una maturazione non solo tecnica ma sopratutto intellettuale,la dove la necessità di esprimersi non deve essere solamente uno sfogo,ma una seria contemplazione su quello che ci stà accadendo intorno,opportunamente guardando un po più in là del propio naso,un metodo comportamentale che ponga domande e che cerchi risposte,attraverso la realizzazione di rappresentazioni filtrate da un occhio attento,che sottenda una necessità di espressione e non di bisogno,possibilmente staccandosi da un modo supino che vede l'artista attaccato al critico di turno come ad un inscindibile cordone ombelicale.
Nel creare bisognerebbe sconvolgere delle regole che fanno dell'artista solamente una pedina da spostare a propio piacimento sulla scacchiera dell'interesse e del profitto,riportarlo ad una visione meno disumanizzante,riconoscendo il suo lavoro sopratutto per l'interesse storico che può scaturire dalla sua attività.
Per fortuna dalla nostra parte resta sempre la tecnologia che ci può aiutare nel cercare una via alternativa alle solite-canoniche domenicali-dove viene offerto il paradiso,il succeso,la notorietà,magari a pagamento...si perchè succede anche questo:lucrare sulle povere spalle di artisti che,non vedendo altre possibilità, si fanno spennare per riuscire a far esporre un propio lavoro.
L'opportunità di essere visibili sul web contribuisce,anche se in piccola parte,ad avere un mezzo in più per chiunque di far sapere che esiste,lavora,ha una sua produzione,e una sua interpretazione personle che dovrebbe essere valorizzata meglio . Il mezzo informatico come uno spiraglio, ma non come una vera soluzione.
Se la musica di uno spartito non viene suonata da nessuno e come se quella musica non fosse mai stata scritta. Valorizzazione e confronto in un ambito dove forme espessive differenti possano finalmente convivere,essere svelate,studiate,senza più sentire quel senso di abbandono e di solitudine che spesso ci cela dietro lo sguardo sconsolato di molti artisti. Fare luce sembra una tema sul quale riflettere profondamente,sempre che ci sia spazio e volontà di rendere ancora concrete le proprie idee.